sul cibo e sul progetto



Sto leggendo questo libro (su consiglio di F, comprato da M, portatomi da C-per motivi di provacy niente nomi) dell’architetto Buzzi. Parla di cucina, di ricette ma Buzzi è dotato, come pochi, di uno sguardo diagonale, realmente curioso (come un progettista dovrebbe avere) . Cucina alta, bassa, casalinga, raffinata, storica, immaginaria. L’arte culinaria ci viene raccontata anche con tutta l’umanità che ci sta dietro, intorno, dentro (come nel caso della zuppa all’unghia). Ha il coraggio di descrivere con passione anche certe voglie di cibo scotto e malfatto (spaghetti stracotti al ragù), usi che vanno contro l’abitudine (l’insalata all’acqua), aneddoti storici (Carneplastico)…

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