la città europea cala le braghe


Se non l’avete visto guardate il numero di report sulla capitale morale d’Italia, la città europea in cui si vede chi comanda. A quanto sembra i futuri eroi saranno i grandi costruttori. Ligresti e co. se la sentono veramente di prendersi questa responsabilità?
Loro ragionano solo in cubatura e prezzo al mq.
I politici… lasciamo stare.
Gli architetti pronti a prostituirsi e associarsi a qualsiasi operazione speculativa al fine di costruire qualcosa.
Il problema non è il progresso ma sono i parametri che si seguono.
Quindi prepariamoci a lodare la nuova architettura finanziaria!

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One Response to la città europea cala le braghe

  1. panapp says:

    “Report” è una trasmissione più unica che rara: conviene tenercela stretta perché per il giornalismo in Italia, per ora, non ce ne sono altre dello stesso livello. La puntata su Milano me la sono vista tutta dal primo all’ultimo minuto, intristendomi sempre più per ogni mattonata che lo speaker pronunciava, una di seguito all’altra: distruzione dell’acquedotto vinciano, appalti ai palazzinari, Sant’Ambrogio che rischia di crollare, sempre più parcheggi sempre più inutili, concorso per l’ex zona fieristica… È davvero triste che ciò succeda, è doppiamente triste che accada in Italia. Mi chiedo dove dovremo arrivare per capire che dobbiamo cambiare rotta. Io abito in un piccolo paese vicino ad una piccola città, Ascoli Piceno, e persino qui il traffico è (per densità) ai livelli di Los Angeles (a proposito: un’altra interessantissima trasmissione di Rai Tre è “Megalopolis”, il mercoledì sera alle 23:50 ancora per tre settimane): è una situazione paradossale in cui 50’000 abitanti inquinano per almeno dieci volte tanto, non ha senso. Bruno Munari, all’inizio del suo delizioso libretto “Il castello dei bambini a Tokyo”, annuncia che quando anche noi italiani, fra 1000 anni, avremo imparato il senso della comunità ed il rispetto reciproco, allora potremo vivere civilmente. Molto ottimista.

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